UDC Abruzzo

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Università AQ giace in Commissione proposta UDC

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(12/10/2009 10.14) “Oggi, il Rettore dell’Università dell’Aquila, dalle colonne di un quotidiano denuncia il preoccupante calo delle immatricolazioni: 3.000 iscritti in meno. Motivo? La mancanza di posti letto per i fuori sede. Non è mia intenzione polemizzare” ha dichiarato il capogruppo dell’UDC in consiglio regionale Menna "ma certo non posso tacere il fatto che, ai primi di luglio ho depositato una proposta di legge che, attraverso lo strumento dell’Accordo di programma avrebbe dato una risposta immediata al problema". “ Cosa si propone nella sostanza - ha continuato Menna - di mettere insieme Comune, Regione ed Università per realizzare, in tempi rapidissimi, e a costo zero, 1000 posti letto. Come? Il Comune deve individuare un’area sulla quale far sorgere il complesso e, a questo proposito va ricordato che l’Accordo di programma consente di derogare alle previsioni del PRG; la Regione deve garantire, con una semplice fideiussione, l’accensione del mutuo le cui rate sarebbero poi pagate con i rientri degli affitti dei posti letto, la cui gestione viene affidata dall’ADSU.” “ Ad oggi - ha concluso Menna - debbo prendere atto che questa mia proposta giace ignorata in Commissione.”
 

DDL d'iniziativa Udc per famiglia

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(24/09/2009 12.18) (acra)-L'aquila,24 set.- “La fase di recessione che la nostra economia sta attraversando, e che di certo non migliorerà a breve, ha avuto, come effetto immediato, l’aumento del numero delle famiglie che hanno oltrepassato la soglia della povertà e, quindi, dell’esclusione sociale” ha esordito il capogruppo dell’UDC Antonio Menna.”Per questo motivo” ha proseguito Menna “ ed anche in ragione del fatto che l’attenzione per la famiglia ha rappresentato, da sempre, la priorità politica del mio partito, ho presentato, insieme al collega Luciano Terra, il disegno di legge con il quale proponiamo, per i nuclei familiari con oltre due figli a carico e con un reddito inferiore a 50 mila euro, una riduzione del 50% dell’addizionale IRPEF.” “Il limite dei 50 mila euro” ha continuato il capogruppo dell’UDC “ è diminuito di 5.000 euro per ogni figlio a carico oltre il terzo. La proposta prevede che la stessa riduzione si applichi anche alle famiglie in cui è presente un figlio affetto da handicap grave ai sensi della legge 5 febbraio 1992 n°104.” “Quella della difesa della famiglia” ha concluso Menna “ è per noi una priorità irrinunciabile.”
 

Afghanistan:il cordoglio dell'Udc

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(17/09/2009 16.07) (acra)-“ In questo tragico momento intendo esprimere la mia solidarietà e la mia vicinanza alle famiglie delle sei vittime del vile attentato di Kabul “ ha così esordito il capogruppo dell’UDC al Consiglio regionale Antonio Menna “ Questo gesto spregevole “ ha concluso Menna “ condotto con lucida determinazione nei confronti di un nostro reparto non impegnato, si badi bene, come contingente di occupazione, bensì nel tentativo di dare a quel Paese un Governo democraticamente eletto, merita la più decisa e ferma condanna.”
 

Sanità e Regione: Menna (Udc)

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(16/09/2009 13.44) (acra“Dopo la lite tra Redigolo e Venturoni, è tempo che la politica, in Abruzzo, torni a riappropriasi delle scelte in materia sanitaria. Alla scadenza, peraltro imminente, del mandato di Redigolo, il Presidente Chiodi chieda di essere nominato lui commissario, perché il luogo deputato a decidere quanti dovranno essere gli ospedali o quante dovranno essere le ASL è solo il Consiglio Regionale”.E’ quanto sostiene oggi il capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale Antonio Menna. “ Venturoni- ha proseguito Menna - si confronti con i Gruppi e con i partiti sulle scelte per il riordino della rete ospedaliera, sul piano sanitario o sulla rimodulazione dei fondi ex art.20 finalizzati alla messa in sicurezza delle strutture ospedaliere.L’Assessore,poi chieda al Governo la modifica del Decreto sul terremoto così da poter procedere alla Aziendalizzazione dei policlinici di Chieti e l’Aquila, richiesta questa formulata ed approvata all’unanimità anche dai Senati Accademici delle Università di Chieti e l’Aquila e come sta facendo la vicina Regione Marche. Il Commissario Redigolo aveva un unico compito, quello del rispetto del piano di rientro, e quindi ha proceduto a tagli facendo un dioscorso ragionieristico pur far quadrare i conti Il nostro mandato- ha concluso Menna - non può ridursi ad un semplice pareggio di bilancio; noi sappiamo quanto queste strutture siano importanti, sotto il profilo socio-sanitario, per le zone interne del nostro territorio popolato, prevalentemente, da persone anziane. La loro chiusura non risolverebbe il problema della spesa e inoltre aumenterebbe la disparità dei servizi in un territorio già di per se svantaggiato e penalizzato’’.
 

«L’ospedale-azienda eviterà gli sprechi»

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«L’ospedale-azienda eviterà gli sprechi»
Menna: la Corte dei conti intervenga nel controllo delle spese fatte dalle Asl

di Maurizio Piccinino (da Il Centro di oggi)
 PESCARA. «Perchè non si porta all’esame della magistratura penale e della Corte dei Conti l’uso del Fondo sanitario regionale per fini diversi da quelli sanitari e i tentativi di spalmarli sui capitoli ordinari di bilancio?». L’avvocato Antonio Menna, capogruppo regionale dell’Udc è in sintonia con l’interrogativo dell’ex ministro Gaspari, ed invoca inchiesta sull’uso dei fondi della sanità.

 Avvocato Menna la sua richiesta da cosa trae origine?
 Che ci sia una gestione clientelare politica della sanità finalizzata alla produzione di voti non può dar luogo a dubbi perché opera palesemente. Cito il caso dei 480 precari assunti alla Asl di Pescara ed equamente ripartiti tra centrodestra e centrosinistra»
 Si discute se chiudere i piccoli ospedali qual’è la proposta dell’Udc?
«I piccoli ospedali hanno un ruolo sociale insopprimibile ma ammodernati e riorganizzati. Non è vero poi che sono fonte di spreco, semmai gli sprechi arrivano dai grandi ospedali»
 Può farci degli esempi?
«Nell’area Pescara-Chieti c’è la massima concentrazione di strutture sanitarie pubbliche e private. Mi chiedo quante chirurgie e sale operatorie ci sono? E quanti reparti doppioni? Nel passato si è fatta una politica clientelare per sistemare più primari. In Abruzzo vaste aree interne e montane sono servite solo da piccoli ospedali».
 Lei sa che è in atto un tentativo di riforma, che c’è un commissario di Governo che prevede tagli e un assessore alla sanità che sollecita la rottamazione e la ricostruzione di cinque ospedali. Lei come giudica queste proposte?
 «Gli interventi che si sono sin qui svolti hanno messo in evidenza l’esistenza di un clientelismo della burocrazia sanitaria anche è più tenace ed operativa di quella politica»
 Lei pensa che la burocrazia conti più della politica?
«La burocrazia sanitaria non solo ha sbarrato la strada all’applicazione della Riforma del 1992 ma è riuscita persino ad annullare la decisione del Consiglio regionale di attuarla nei due Policlinici universitari di Chieti e dell’Aquila. Per il secondo si è preso a pretesto il terremoto che evidentemente è valso anche per il primo. Alla autorevole e motivata protesta di un personaggio di grande autorevolezza professionale e scientifica, quale il Rettore Di Orio, già preside della facoltà di medicina e dirigente nazionale del settore sanitario della Cisl, l’assessore Venturoni è stato ispirato a dare, dai suoi burocrati, una risposta, proprio sul quotidiano il Centro che ha dell’incredibile».
 Lei è per l’aziendalizzazione degli ospedali dell’Aquila e Chieti, che avrebbero così un controllo diretto delle rispettive Università?
«All’assessorato alla sanità della Regione non si dovrebbe ignorare che la Riforma Sanitaria del 1992 fu fatta per porre un limite alla continua espansione della spesa sanitaria determinata dai pagamenti a piè di lista e dalla totale irresponsabilità nella gestione della spesa. Questo difetto della legge “Anselmi” traeva origine dal fatto che fu deliberato da un Governo di solidarietà nazionale di cui erano parte decisiva i comunisti e che, non a caso, imposero una direzione gestionale affidata ai comuni e una deresponsabilizzazione del personale nella gestione della spesa».
 Si ma le aziendalizzazioni cosa c’entrano?
«La Riforma del 1992, con la aziendalizzazione, rovescia il concetto e ristabilendo la responsabilità personale mira a ristabilire la produttività del sistema e di un elevato livello di qualità delle prestazioni perché è la domanda di salute proveniente dal territorio a stabilire numero e consistenza dei reparti nonché conferma o meno dei primari assunti con contratti a termine di 3 o 5 anni. Non a caso, come ha scritto il professor Di Orio, i Policlinici universitari, tranne che in Abruzzo, sono aziendalizzati e producono quei livelli di altissima qualità, che spingono tanti Abruzzesi a scegliere fuori regione la via della speranza, e una ricerca che ha permesso alla vita umana di allungarsi da 50 a 80 anni. Tutto questo con livelli normali di spese».

 
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