UDC Abruzzo

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Ecco il nuovo simbolo UDC!

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La direzione nazionale dell’Udc, nella sua riunione del 4 febbraio 2008, ha deciso all’unanimità che in occasione delle prossime elezioni politiche, regionali ed amministrative, nel simbolo del partito venga aggiunto il nome del Presidente Casini, così come già avvenuto nella consultazione politica del 2006.
 
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CASINI a Berlusconi, diciamo no ad annessione

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(ANSA) - ROMA, 12 FEB - ''Non ci si puo' chiederci di annetterci. Sarebbe poco dignitoso: un polo liberale non puo' nascere con richieste di annessione''. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, ospite del Tg1, risponde cosi' a Silvio Berlusconi che ha chiesto al suo partito di rinunciare al simbolo e presentarsi nel Pdl.Noi - ha detto Casini - proponiamo un patto chiaro e limpido: riconosciamo la premiership di Berlusconi, sgombrando cosi' il terreno da equivoci, ma chiediamo che sia rispettata la nostra storia e il nostro simbolo, che per noi ha un grande valore, perche' rappresenta la nostra storia e la nostra coerenza''.''Se il mio partito non fosse un esempio di coerenza - invece delle elezioni avremmo un governo presieduto da Marini''. ''Non ci si puo' chiedere - ha detto ancora Casini - di presentarci in un listone che va dalla Mussolini a Mastella a Fini.Chiediamo di partecipare alle elezioni con le nostre insegne, come la Lega. Ne' ci si puo' dire che la Lega e' una forza territoriale, come la Csu in in Germania, perche' li' la situazione e' diversa, e dove si presenta la Csu non si presenta la Cdu''.
 

Pdl, Casini: “Pronto al dialogo, voglio unire moderati”

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da noipress.it
 Sono disponibile ad ogni dialogo purché avvenga nella chiarezza e nella serietà. L’importante è che gli italiani sappiano che io lavoro per unire e non per dividere i moderati”.
Così, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, a margine della conferenza programmatica del Movimento Cristiano dei Lavoratori tenutosi oggi a Roma, risponde circa la possibilità di un compromesso relativo all’ingresso del suo partito nel Pdl. “Non polemizzo con Berlusconi, anche perché siamo impegnati a polemizzare con Veltroni e col Pd”, ha spiegato il leader centrista.
“Ci auguriamo - ha aggiunto - che i moderati si presentino uniti. E se non sarà possibile, la scelta sarà comunque quella di rappresentare gli elettori moderati nelle urne”.
“C’è bisogno di serietà - ha sottolineato Casini.- Oggi è il momento della responsabilità e non ho nessuna intenzione di alimentare polemiche che dividano i moderati”.
Auspico anzi - ha osservato - che i moderati si presentino assieme perché l’avversario rimane Veltroni e magari Bertinotti”. “Al termine di questa vicenda - ha aggiunto - ciascuno si dovrà assumere le proprie responsabilità e sia ben chiaro che le alleanze di centrodestra è la prima opzione che ho davanti”.
Anche per questo, l’ex Presidente della Camera si è detto disponibile ad un incontro con Berlusconi la prossima settimana: “Se lavoriamo tutti nella stessa direzione – ha chiarito- ci potremmo incontrare, altrimenti no”.

 

Berlusconi: “O con noi o da soli”, Casini: “l’Udc non è in svendita”

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da noipress.it 
ImageSulla scheda delle elezioni politiche del 13 aprile ci sarà il simbolo del Partito della Libertà che riunirà Forza Italia e Alleanza nazionale, ma anche i Liberaldemocratici di Lamberto Dini (per i quali la trovata di Berlusconi segna un passo decisivo nella direzione di “mettere fine alla frammentazione nel sistema dei partiti”) e tante altre ‘piccole’ formazioni pronte a imbarcarsi sulla grande nave del Cavaliere, dai Pensionati, a Carlo Giovanardi a Gianfranco Rotondi (Dca).
E forse persino Mastella e Storace dai quali l’ex premier si aspetta la scelta di una rapida adesione. E la risposta di Storace non si fa attendere: “Se la Lega resta fuori dal partito unitario e presenta una propria lista, nessuno può chiedere alla Destra di vendere l’anima”.

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Napolitano scioglie le Camere

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo aver sentito i presidenti dei due rami del parlamento, ha firmato il decreto per lo scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati che è stato controfirmato dal presidente del Consiglio.
"La decisione di sciogliere le Camere, sentiti i loro Presidenti, è divenuta obbligata, visto l'esito negativo degli sforzi che ho doverosamente compiuto, nella convinzione che elezioni così fortemente anticipate costituiscano una anomalia rispetto al normale succedersi delle legislature parlamentari e non senza conseguenze sulla governabilità del Paese".
'Il dialogo resta un'esigenza ineludibile per il futuro del Paese', aggiunge Napolitano augurandosi che 'la prossima campagna elettorale si svolga in un clima rispondente all'esigenza, da molti ribadita anche in questi giorni' di 'maggior linearità, stabilità ed efficienza del sistema politico-istituzionale'.

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