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Napolitano scioglie le Camere

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo aver sentito i presidenti dei due rami del parlamento, ha firmato il decreto per lo scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati che è stato controfirmato dal presidente del Consiglio.
"La decisione di sciogliere le Camere, sentiti i loro Presidenti, è divenuta obbligata, visto l'esito negativo degli sforzi che ho doverosamente compiuto, nella convinzione che elezioni così fortemente anticipate costituiscano una anomalia rispetto al normale succedersi delle legislature parlamentari e non senza conseguenze sulla governabilità del Paese".
'Il dialogo resta un'esigenza ineludibile per il futuro del Paese', aggiunge Napolitano augurandosi che 'la prossima campagna elettorale si svolga in un clima rispondente all'esigenza, da molti ribadita anche in questi giorni' di 'maggior linearità, stabilità ed efficienza del sistema politico-istituzionale'.

Si chiude così con questo atto formale la quindicesima legislatura, la seconda più breve è durata in tutto 650 giorni della storia repubblicana".
È convocato alle 13 a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri, nella cui riunione verrà indicata la data delle elezioni.
Nel corso della riunione verranno messe a punto le norme anche per consentire a sindaci e governatori di Regione di potersi candidare alle Politiche senza che ciò comporti il ricorso all'istituto del commissario. In altre parole, come rivela il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, 'si sta studiando l'eventualità di abbinare in un election day il voto politico a quello amministrativo '.
Prima del Cdm, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, aveva lasciato Palazzo Chigi intorno alle 11.30, per recarsi al Quirinale e controfirmare il decreto di scioglimento delle Camere già firmato dal Capo dello Stato.
Dall'atto di scioglimento le elezioni dovranno tenersi entro i 70 giorni successivi, come prevede la Costituzione. Ciò significa che la data limite è il 16 aprile. È quindi presumibile che i seggi saranno aperti il 13-14 aprile.
La fine anticipata della legislatura comporta anche lo spostamento di un anno del referendum elettorale, il cui svolgimento e' stato fissato ieri dal governo per il 18-19 maggio.

Alle urne il 13 e il 14 aprile