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Casini: «Correrò da solo»

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da corriere.it 

Il leader dell'Udc annuncia la decisione di presentarsi alle elezioni in solitudine e di candidarsi a premier

MESTRE - Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha ufficializzato la scelta di andare da solo alle elezioni e di presentarsi come candidato premier del suo partito. La decisione era inevitabile dopo l'ultimo no del leader del Pdl Silvio Berlusconi a consentire l'ingresso del partito di Casini nella coalizione del centrodestra con il proprio simbolo.


«Come stabilito dalla direzione del partito correrò con il nostro simbolo e le nostre bandiere ho deciso di candidarmi alla presidenza del Consiglio dei ministri e sciolgo, positivamente la riserva. Vi sono debitore di una risposta e sono lieto di fare questo annuncio nel cuore del Veneto bianco che grande parte ha avuto nella storia e nella tradizione del nostro partito. Dico anche a Berlusconi che non tutti in Italia sono in vendita, il Pdl che è un movimento populista e demagogico, può comprare i marchi, ma non le idee» ha detto Casini aprendo il comizio.

PROGETTO - Casini non si nasconde la «difficoltà dell'impresa», ma tira dritto: «Ci sono tanti italiani - ha detto Casini - che non si sentono di delegare il proprio futuro a chi è in campo. Non a Bertinotti o Veltroni, che sono simboli di una coalizione che ha fallito nella storia». Ma nemmeno, è l'attacco di Casini al partito di Berlusconi e Fini, «a una nuova formazione populista e demagogica, una grande arca di Noè che può comprare i marchi ma non gli uomini e le idee».

AFGHANISTAN - Casini non ha dimenticato di ricordare la morte del maresciallo Giovanni Pezzulo in Afghanistan. «Invito tutti ad applaudire - ha detto Casini - il nostro militare caduto in Afghanistan nelle ore passate. Questi uomini, noi dell'Udc, li abbiamo difesi in parlamento, li avevamo mandati noi in missione. Quando nel centrodestra qualcuno, per far cadere il governo Prodi, ha levato il sostegno alle missioni militari in Afghanistan dei nostri ragazzi, la politica ha toccato il punto più basso di strumentalizzazione e di mercimonio. Non si gioca col valore della vita dei nostri militari».

IDENTITA' CRISTIANA - «Noi dobbiamo difendere e non vergognarci dell’identità cristiana del nostro popolo» ha aggiunto poi il leader dell’Udc. E fra i temi alla base della campagna elettorale dell’Udc, ha citato la legge sull’aborto e la fecondazione assistita. Sull’identità cristiana, Casini ha spiegato che è un tema che rappresenta «le nostre radici, non è un’ostentazione religiosa». E sull’appartenenza religiosa ha poi proseguito il suo ragionamento sugli extracomunitari. «Guai al razzismo nei confronti degli extracomunitari che vengono legalmente nel nostro paese. Noi vogliamo accoglierli - ha proseguito Casini - ma che sia chiaro che vengono in un paese che ha una storia e non è una terra di nessuno dove ciascuno è padrone».

CALDEROLI - «Io mi sono impegnato perchè la diaspora potesse essere superata ma, di fronte all'inevitabile, dico che è meglio separati consensualmente e con chiarezza piuttosto che separati in casa e con i piatti che volano»: così Roberto Calderoli, leghista e vicepresidente del Senato, commenta la decisione di Casini di correre da solo candidandosi premier.