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Casini: Grande coalizione? Senza Silvio o Walter premier

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da noipress.it
 
«Sì alla Grande coalizione, ma senza che siano Berlusconi o Veltroni a guidarla».
Pier Ferdinando Casini comincia l’ultima settimana da candidato premier ma già guarda al dopo-voto, a quando - si dice «convinto» - nessuno dei due partiti maggiori avrà una maggioranza per governare.
Dialogando in videochat con i lettori de ‘La Stampa’, Casini promette che non tornerà mai a fare da stampella a Berlusconi, «è il nostro elettorato che ce lo chiede», ma che non seguirà l’ex alleato Marco Follini sulle tracce del Pd, «tanto per essere chiari».

Eppure le sirene dal Pdl si fanno insistenti. Anche Bossi ha detto: «Casini ha già nostalgia, tornerà alleato».
«Io ho tanti difetti ma sono sempre stato leale con i miei elettori e non sono mai venuto meno agli impegni. Oggi contraggo un patto: non saremo disponibili a sostenere un governo né con il Pdl né col Pd».

E che tipo di opposizione farete allora?
«Posto che non voteremo la fiducia a nessuno dei due, valuteremo con pragmatismo caso per caso se appoggiare o meno i disegni di legge che arrivano in Parlamento».


Ma la sua speranza è che ci sia una Grande coalizione, giusto?
«Dipende. Se fosse un inciucio, noi diremmo no e saremo le sentinelle perché non succeda».

Altrimenti?
«Altrimenti non è detto che non governeremo. Se ci fosse un’ipotesi alta, tipo quella scelta dalla Germania, perché no?»

In Germania governa la Merkel, che era candidata per una delle due parti.
«Ah no. Da noi dovrebbe essere figura terza».

La Dc è tornata protagonista grazie anche al bailamme della riammissione di Pizza. Quanto vi costerà un altro simbolo dello scudo crociato in termini di voti?
«Zero»

Senta, tra le tante lettere che ci sono arrivate, molte riguardano le candidature, non apprezzate almeno dai nostri lettori, di Cuffaro e De Mita.
«De Mita per noi è importantissimo perché è il simbolo di quella parte di elettorato del partito democratico che ha scelto di votare noi. In più lo devo ringraziare perché invece di candidarsi comodamente alla Camera si è messo in gioco al Senato».

E Cuffaro?
«Cuffaro è stato inquisito per mafia ed è stato assolto, sono rimaste due accuse per favoreggiamento per cui è stato condannato, si è dimesso in attesa del secondo grado. L’innocenza va presupposta finche la giustizia non ha finito il suo corso».

Si parla molto in questi giorni di «schede confuse», ma in realtà gli italiani all’estero che hanno già votato non hanno trovato grosse difficoltà. Lei che idea si è fatto?
«Non penso sia più difficile delle altre volte. Credo che sia un modo per distogliere l’attenzione dai veri problemi del Paese».

Un po’ come Alitalia?
«Sulla vicenda della compagnia di bandiera, il comportamento di Berlusconi è strumentale e sbagliato e l’ho denunciato fin dall’inizio. Ma anche quello di Prodi. Alitalia è lo spaccato dei problemi italiani. E quando dico questo penso soprattutto a una mancanza di coraggio del sindacato che per difendere tutti rischia di fare perdere loro il lavoro».

Ovviamente i lettori chiedono al candidato premier del partito centrista cosa ne pensa dei temi eticamente sensibili.
«Penso che debbano entrare in campagna elettorale come tutti gli altri. Chi dice il contrario non vuole affrontare temi che lacerano al proprio interno»

Sì ma nei fatti? Sui Dico che pensate?
«Diciamo sì a forme di tutela di diritti individuali ma senza equiparazione alla famiglia».

E sul divorzio? Le chiedono di accorciare i tempi.
«Poiché sono divorziato, penso che questa legge vada benissimo. Qualche elemento in più di riflessione è necessario per una scelta più serena».